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Gerolamo Calca: il pittore ritrovato della Franciacorta

Gerolamo Calca (1878–1957) è uno di quegli artisti che meritano di essere riscoperti. Nato a Rovato, nel cuore della Franciacorta, si formò alla prestigiosa Accademia di Brera sotto la guida di Cesare Tallone, uno dei maestri del ritratto italiano, di cui fu l’allievo prediletto.
Brillante, sensibile, dotato di una tecnica solida e di una straordinaria capacità d’osservazione, Calca avrebbe potuto intraprendere una carriera nazionale.
Di carattere schivo e umile, scelse invece di tornare nella sua terra, alla sua gente, per raccontarne la vita quotidiana con colori intensi, pennellate piene di umanità e un lirismo sobrio ma profondamente autentico.
Nella sua amata Rovato fu per anni il direttore della Scuola d’Arti e Mestieri Ricchino, compito a cui si dedicò con l’impegno e l’altruismo che lo contraddistinguevano.
Pittore di ritratti penetranti, volti dagli sguardi intensi, che raccontano una vita intera, tenere scene di campagna, paesaggi intrisi di luce, che si inseriscono appieno nella tradizione del realismo lombardo, Calca è rimasto ai margini dei grandi circuiti dell’arte ufficiale, e la sua opera – seppur di grande valore – è stata a lungo trascurata dalla critica.
Molte delle sue opere sono andate disperse: danneggiate, sostituite, vendute, o semplicemente dimenticate, tanto che ora è difficile ricostruire un catalogo.
L’amministrazione comunale di Rovato gli ha recentemente dedicato una bella pubblicazione per mano del benemerito Beppe Bonetti, che con grande passione e rigore ha cercato di ricostruire in modo esaustivo la sua attività e la sua opera.
Proprio il Bonetti, con grande generosità, ha pochi mesi fa donato alcune opere dell’artista al Comune affinché venissero ospitate insieme alle collezioni d’arte di quel magnifico Palazzo Comunale di cui lo stesso Calca aveva affrescato una delle sale più belle, la Sala del Consiglio.
Ai già numerosi motivi per visitare il Palazzo Comunale di Rovato, che, lo ricordiamo, è prestigiosa sede del governo della città fin dal Quattrocento, si aggiunge ora quindi anche la Sala Gerolamo Calca, uno spazio dedicato alla memoria dell’artista e alle sue opere.
Ogni tela è un piccolo racconto, un frammento di storia locale trasfigurata in poesia visiva, un vero e proprio viaggio nella memoria di un territorio, attraverso gli occhi di chi lo ha amato e narrato come pochi.
Calca non ha mai cercato la fama: ha scelto l’autenticità della propria opera, la verità della propria storia intima. Ed è proprio questa scelta che oggi, più che mai, ci parla.

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