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Luigi Mometti detto “Il Bello”, un artista poliedrico e cuore pulsante di Bornato

È impossibile parlare delle bellezze artistiche di Bornato senza menzionare Luigi Mometti, detto “il Bello”, una figura poliedrica e affascinante, emblema di un’epoca passata. Nato nel 1929 e scomparso lo scorso anno a 94 anni, Mometti ha rappresentato un vero punto di riferimento per la sua comunità, spaziando dall’arte allo sport e impegnandosi profondamente nella vita sociale del paese.

Le origini artistiche e le opere

Mometti lavorava come imbianchino, quando fu letteralmente folgorato dalla visione di una personale dell’artista Emilio Pasini, pittore di livello nazionale, allievo di Cesare Tallone, oltre che dandy e personaggio del bel mondo. Spesso definito dannunziano per il suo elevato senso estetico, ancora in giovane età decise di ritirarsi in quel di Bornato, nella splendida cornice di Villa Rossa, una delle più belle dimore della Franciacorta.
La sua arte, e l’ammirazione per essa, furono centrali da questo momento in poi per la vita di Luigi Mometti, che ebbe poi modo di raffigurare il suo maestro mentre esegue un ritratto al cavalletto, con tanto di ghette ai piedi, da vero dandy, nell’affresco presso la fontana che si trova in via Pieve Vecchia.
Da allora Luigi iniziò a dedicarsi all’arte sia come pittore che come scultore, sperimentando diversi stili e diverse tecniche artistiche.
Vivendo in Franciacorta, ebbe l’opportunità di decorare numerose abitazioni, realizzando sia dipinti che affreschi di grandi dimensioni, interni ed esterni.
La sua casa a Bornato è ancora oggi un esempio del suo talento: sulla facciata si trovano disegni monocromatici dedicati al tema delle quattro stagioni, uno dei suoi preferiti insieme alla vendemmia, nei quali esprimeva il forte legame che aveva con la sua terra. Queste opere sono un omaggio alla cultura contadina locale. Sul fianco dell’edificio si possono ammirare altri affreschi con paesaggi lacustri, tra cui una scena del lago d’Iseo, rappresentato come se fosse visto attraverso una finestra, con un piccolo naét sullo sfondo e un paio di occhiali appoggiati sul davanzale, uno dei dettagli estrosi con cui arricchiva i suoi lavori.

L’origine del soprannome “il Bello”

Mometti era noto come “il Bello” non solo per il suo carattere generoso e carismatico, ma anche per un tratto fisico particolare: l’eterocromia, che gli donava occhi di colori diversi, uno grigio e uno blu. Questa particolarità fu notata fin dalla prima elementare, quando la sua maestra, impressionata dalla rarità del fenomeno, lo portò in mostra a tutte le classi della scuola. Grazie a Dio, viene da dire, non era un bambino timido… Da quel momento, il soprannome lo avrebbe accompagnato per tutta la vita.
Impegno sportivo e sociale
Oltre alla sua attività artistica, Mometti fu anche un instancabile animatore della vita sociale di Bornato. Fondò numerose associazioni locali, tra cui la squadra di calcio, la squadra di bocce, la squadra di ciclismo e persino la squadra di “bestia” (un gioco di carte), oltre al gruppo di volontari per il servizio di ambulanza. Sono innumerevoli le persone in Cazzago che ricordano la sua generosità, la sua disponibilità e la sua simpatia.

L’impegno per la salvaguardia del patrimonio artistico

Il Bello fu anche sempre con passione dedito al recupero e alla salvaguardia delle bellezze del territorio. Fu proprio lui a prendere l’iniziativa di salvare la Pieve di Bornato. Questo antichissimo luogo di culto, che i recenti scavi fanno risalire ai primissimi tempi del cristianesimo, era in totale stato di abbandono e quasi completamente sommerso da rovi e sterpaglie, finché Mometti non raccolse intorno a sé altri volontari che decisero di intraprendere i lavori di restauro. Grazie a questi sforzi, la Pieve è stata recuperata come simbolo di fede e memoria per l’intera comunità.
Oltre alla Pieve, Mometti si impegnò anche nel restauro della Chiesetta di San Rocco alla Costa. Grazie alla collaborazione con volontari come Rino Dalola e il supporto della comunità, riuscì a riportare questo luogo di culto al suo antico splendore, diventando un altro simbolo del suo impegno per la conservazione del patrimonio culturale di Bornato.
Fondazione del Gruppo Pittori e Scultori “E. Pasini”
Nel 1987, Mometti, in ricordo del proprio incontro col suo mentore artistico, decise di fondare il gruppo di pittori e scultori “E. Pasini”, perché altri, come lui, avessero uno spazio dove potevano imparare e crescere come artisti. Col tempo, il gruppo divenne un punto di riferimento per molti giovani artisti della zona. Oggi l’associazione prosegue il suo legato, impegnata nel restauro delle numerose edicole votive presenti sul territorio, molte delle quali erano state da lui stesso riportate alla loro antica bellezza.

Un’eredità indelebile

Mometti rimane nel ricordo dei suoi concittadini non solo come un artista di talento, ma come una persona generosa e sempre pronta ad aiutare chi era in difficoltà, lasciando un segno profondo nel cuore della comunità di Bornato.

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